RECENSIONI

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18 maggio 2006 VIGONZA (Pd)

Una chiara dimostrazione di come si possa realizzare una dignitosissima recita di un’opera lirica con pochi mezzi, sacrificando logicamente qualcosa, però puntando soprattutto sui cardini fondamentali di tale spettacolo (in primis le giovani voci), ci viene dall’allestimento de L’elisir d’amore di Donizetti proposto nel grazioso teatro di Vigonza. Niente scenografia, spesso costosa ed affidata talvolta a sprovveduti scenografi; niente, orchestra (purtroppo) pur essa costosa e ingombrante, considerando la superficie del teatro. Solo pianoforte, affidato ad un accompagnatore di voci esperto e collaudato quale è il maestro Bruno Volpato. Indovinate immagini paesaggistiche o di ambiente proiettate su un fondale. Pochissimi elementi di mobilia sul palco (un tavolo, una poltrona, ceste con spighe di frumento e con fiori) in grado di rendere l’idea che l’azione si svolge in un paese di campagna. Coro limitato a 15 elementi (del teatro "Verdi" di Padova), data la ristrettezza del palcoscenico; però 15 elementi attivi, capaci di muoversi, di partecipare con cognizione di causa allo sviluppo della vicenda, con voci sicure, intonate; tra le quali 8, fra soprani e mezzosoprani, graziosissime nel gesto, vivaci, sorridenti, partecipi. Tutti guidati dalla bacchetta di Ubaldo Composta. Ed infine protagonisti scelti fra i giovani partecipanti al XX° Concorso lirico internazionale "Iris Adami Corradetti" di Padova, ai quali è stata data la preziosa ed importante possibilità, così rara in Italia, di impegnarsi in una esibizione d’un’opera completa di grande popolarità, che richiede brio, sicurezza, vocalità ricca di espressione ed anche una viva partecipazione emotiva. Risultato – lo ripetiamo – dignitoso, decoroso e per i singoli artisti, importante e costruttivo, positivo a tutti gli effetti. Guidati, durante le prove, dalla pluridecennale esperienza artistica del celebre soprano Mara Zampieri; sostenuti dall’entusiasmo di Gianfranco Danieletto e di Mariangela Giulini del Circolo della Lirica di Padova, grazie ai contributi del Comune di Vigonza, del Circolo Lirico Vigonza e di Teatrotergola, i giovani protagonisti di questa recita di Elisir hanno tutti meritato l’incondizionata approvazione del pubblico presente e applausi più volte anche a scena aperta. In particolare il ruolo di Adina è stato sostenuto dalla graziosissima e bionda Gina Janni , di origini italo-brasiliane, con voce sicura (anche se un po’ dura nell’acuto) e con particolare partecipazione dal punto di vista scenico. È stata assai convincente, soprattutto nel "Prendi, per me sei libero" espresso con convinzione e sincerità. Il tenore Chang Ryun Kang , Nemorino, ha certamente molte possibilità di intraprendere una bella carriera. Ha voce più lirica che lirico-leggera, però sa essere espressivo, morbido, ha facilità di emissione, è corretto come chiaramente evidenziato nella sua "Furtiva lacrima". Gabrile Nani, già attivo da alcuni anni anche su palcoscenici di prim’ordine, ha offerto la sua generosa voce baritonale, chiara ma nettamente timbrata, al ruolo di Belcore, dandone una versione di personaggio furbo e smaliziato, in cerca più di avventure che di seri propositi. Bene pure Maurizio Franceschetti nel difficile e fondamentale ruolo di Dulcamara. La voce c’è e buona, va solo perfezionata nell’espressione, che dev’essere più incisiva, e in un più evidente gioco di chiaro-scuri. A posto pure la Giannetta di Cecilia Tartaro. Prima dell'inizio della rappresentazione, una rappresentante il Sindaco ha consegnato il premio "Contributo alla carriera", istituito dal Comune, alla Janni e al tenore Kang. Purtroppo questo bello spettacolo si è limitato a questa sola recita. È assurdo che Comuni o Enti vari non sappiano cogliere l’occasione di riproporlo in altre sedi, considerando che si tratta di un prodotto "già pronto all’uso", vale a dire già collaudato e di sicuro successo. Non si era a conoscenza? Ora, dopo queste righe, lo si sa. (Paolo Padoan)

 

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echi dal territorio aprile 2007 BADIA e MONTICELLI

Fra i tanti, due sono i concerti degni di nota, tenutisi in questo periodo, uno a Badia Polesine e l’altro a Monticelli nel padovano. Per quel che riguarda il primo, che ha trovato ospitalità nell’antica abbazia della Vangadizza (sec. X) e dedicato ad Arturo Toscanini nel cinquantenario della sua scomparsa, gli artisti in concerto sono stati il soprano Chiara Angella, dalla splendida vocalità, ricca, polposa, capace di delicate sfumature e di arroventate frecciate e tuttavia in grado di offrire una interessantissima interpretazione di "Cieli azzurri" da Aida ed una altamente espressiva versione de’ "La mamma morta" dall’Andrea Chénier. Una rivelazione il mezzosoprano Silvia Regazzo,vocalmente affascinante in Carmen e in Sansone e Dalila, e pure su ottimi livelli anche il tenore Cristian Ricci , convincente in "Io conosco un giardino" dalla Maristella di Pietri, ma anche nel "Lamento di Federico" dall’Arlesiana. I tre artisti, accompagnati al pianoforte dal maestro Roberto Rossetto e presentati volta per volta da Cristina Chinaglia, si sono impegnati anche in duetti e in romanze classiche, fra l’entusiasmo dei tanti spettatori e fra la soddisfazione degli organizzatori, il direttivo ed i soci dell’Associazione culturale Club Verdiano "I due Foscari".

Il secondo concerto si è tenuto nella chiesa di San Carlo Borromeo di Monticelli di Monselice: ottavo appuntamento annuale. Protagonisti il soprano Takako Okazaki Massaro, altra voce ricca e voluminosa, il tenore Francesco Piccoli, da anni in splendida carriera, il baritono Giacomo Mainardi , l’organizzatore, assieme all’ex tenore Piero Fongaro, della serata, ed il basso Maurizio Franceschetti , da poco in veste di solista ma con tutte le qualità per ben figurare. Al pianoforte il maestro Andrea Albertin. Si è esibito con notevole successo anche il Coro San Martino di Monselice diretto da Milo Buson. In programma arie d’opera e sacre più un Preludio religioso di Albertin, suonato all’organo. In particolare le esecuzioni più belle sono state: Preghiera di Stradella ( Giacomo Mainardi ), "Pace, mio Dio" (Takako Okazaki), tutta la scena della vestizione da La forza del destino, "Come dal ciel precipita" da Macbeth (Franceschetti), "La mia letizia infondere" dai Lombardi (Piccoli). Stupendo il Gloria di De Marzi, egregiamente eseguito dal Coro. (Paolo Padoan)

 

da www.gliamicidellamusica.net MONTICELLI 2008

Puntuale come ogni anno, nelle immediate vicinanze del dopo Pasqua, la parrocchia di Monticelli, con la collaborazione dell’Assessorato alla cultura del Comune di Monselice, ha organizzato la tradizionale serata musicale giunta alla sua nona edizione. Alcuni provvidenziali sponsors, coadiuvati dalla esperienza organizzativa di alcuni appassionati locali, capeggiati dall’ex tenore Piero Fongaro, hanno dato vita ad una serata interessante per le sue variegate proposte musicali nella chiesetta di San Carlo Borromeo, piena di pubblico accorso da diverse località del padovano e del Veneto. Dopo il consueto saluto del parroco, il primo ad esibirsi è stato Andrea Albertin, l’esperto accompagnatore al pianoforte che - quale primo pezzo - ha voluto proporre una breve sinfonia di Sarti, eseguita all’antico organo della parrocchiale. Quindi sono seguiti gli interventi dei solisti di canto e del Coro San Martino di Monselice diretto con particolare cura e con passione dal bravo Milo Buson. La serata è stata dedicata in particolare al ricordo del compositore concittadino Noris Businaro, deceduto prematuramente l’anno scorso. Di questo autore sono state eseguite una Ave Maria per mezzosoprano, il Canto della sera per tenore e la deliziosa Salve Regina proposta dal soprano e dal coro. Altri tre pezzi sacri sono stati l’Ave verum mozartiano (eseguito dal mezzosoprano), l’Ingemisco (tenore) e il Confutatis (basso) della Messa di Requiem di Verdi. Il resto, tutto operistico. Il concerto ha confermato le belle qualità vocali ed interpretative del soprano Antonella D’Amico, ottima nell’esecuzione di "Pace, mio Dio" dalla Forza del destino, esposta con sicurezza, espressività e deliziose messe di voce. Su ottimi livelli anche Maurizio Franceschetti dalla morbida voce di basso e dalla bella presenza scenica, che ha riscosso particolare successo nel "Lacerato spirto" dal Simon Boccanegra e nel "Confutatis". Alterne le prestazioni del mezzosoprano Federica Miglioranza e del tenore Stefano Rigon. La prima, in netta difficoltà nei due brani di Businaro e di Mozart, si è poi parzialmente riscattata in "Stride la vampa" eseguita con il coro. Il tenore, dal canto suo, esibisce un piacevole timbro ma la sua impostazione tecnico-vocale abbisogna di miglioramenti e soprattutto non deve forzare la voce quando affronta gli acuti, come successo sia nell’Ingemisco e sia nella romanza del fiore dalla Carmen. Interessante la prestazione del Coro che ha avuto i suoi meritati applausi soprattutto ne "La vergine degli angeli" assieme al soprano, e nella ponderosa scena della consacrazione dal primo atto di Aida, assieme a tutti i protagonisti della piacevole serata. (Paolo Padoan)

 

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Echi dal Territorio 10.10.2008 DOLO (Ve) 

Giunta alla terza edizione, la Settimana della Lirica in Riviera del Brenta quest’anno, a causa dell’assenza del Concorso Internazionale Voci Nuove della Lirica "Giovan Battista Velluti" - divenuto biennale -, si è dipanata in un paio di eventi musicali di notevole interesse. Il primo dei due, avvenuto nella serata di mercoledì 17 Settembre, ha dato ampio spazio all’esecuzione di molti brani tratti dai titoli lirici più famosi, consentendo l’esibizione di artisti giovani, promettenti e spigliati. Davvero apprezzabili le prove delle due signore impegnate: il mezzosoprano Simona Forni e scoppiettante nell’Italiana in Algeri, sensuale nella Carmen, la giovanissima Carlotta Gomiero al pari spontanea e di notevole interesse vocale nel repertorio affrontato che spaziava da Rossini a Donizetti per toccare Puccini nei bis. Ricordiamo Lorenzo Ciccioni che con la sua copiosa voce di basso ha dato vita ai personaggi verdiani e mozartiani più conosciuti, al pari del tenore Davide Massimiliano interessante negli estratti dal Don Pasquale di Donizetti. La rassegna si è chiusa sabato 20 Settembre con l’altro attesissimo evento: la realizzazione in forma di concerto di Rigoletto di Giuseppe Verdi. Questo titolo ha assunto un particolare valore, in quanto è andato a completare l’esecuzione integrale della Trilogia popolare verdiana, iniziata nel 2006 con Il Trovatore e proseguita lo scorso anno con La Traviata. Permettere ad un pubblico eterogeneo di poter gustare gratuitamente una serata musicale di buon livello è impresa certamente non da poco con i tempi che corrono e le difficoltà che affliggono la cultura in genere, tuttavia lo sforzo di anni è premiato più che ottimamente da un grande afflusso di appassionati e non che hanno affollato il Teatro Tenda Expo-Art di Dolo, comune dove ha sede l’Associazione artigiani e piccola impresa Città della Riviera del Brenta vero perno - durante tutto l’anno - di molte iniziative culminanti nella settimana settembrina di esposizione legata all’artigianato, con svariate manifestazioni che includono anche una o più serate culturali. La mente musicale della rassegna è il direttore artistico del Concorso Velluti, Dario Bisso che ha concertato in quest’occasione l’Orchestra Filarmonica Italiana (compagine illustre dal curriculum brillante e dalla lunga storia), assecondando con solerzia i solisti e mettendo in risalto i momenti di contabilità senza sottovalutare l’impeto del primo Verdi rintracciabile nella partitura del 1851. Il cast, assemblato grazie a diverse audizioni, ha trovato due punte di diamante nella coppia tenore e soprano, il primo uno sfavillante Aldo Di Toro, cantante di gran pregio, assente inspiegabilmente dalla quasi totalità delle piazze italiane ma fortunatamente molto stimato in Australia e la preparata Novella Bassano, Gilda di gran pregio ed interessantissima vocalità. Il ruolo di Rigoletto è stato affidato al baritono Carlo Morini, già affermato a livello internazionale, che si è dimostrato preparato, disinvolto e musicale, mentre una piacevole sorpresa è stata poter riascoltare, ora con vocalità di mezzosoprano, Floriana Sovilla la quale ha trovato in Maddalena un personaggio congeniale ai propri mezzi. Sparafucile era Maurizio Franceschetti che ha ben tratteggiato le caratteristiche peculiari del suo sordido personaggio. A ricoprire i rimanenti ruoli c’erano vocalità giovani di interesse, vincitori o finalisti di concorsi; ricordiamo il convincente Mirko Quarello nei panni di Marullo, la spigliata Elisa Fortunati impegnata come Giovanna, Contessa di Ceprano e Paggio, Simone Marchesini alle prese con Monterone, ruolo breve, per nulla agevole ma ben risolto e Lorenzo Ciccioni efficace Conte di Ceprano. A completare il cast il tenore Bruno Nogara impegnato nel ruolo di Borsa, disinvolta spalla del Duca ed il giovane ma promettente Gianluca Lentini nel piccolo breve ruolo dell’Usciere. Il Coro lirico del Teatro Verdi di Padova ha compiuto in maniera encomiabile il proprio lavoro. La serata, apprezzata da un pubblico cospicuo ed interessato, dimostra che il teatro lirico è vivo più che mai e merita di essere salvaguardato, anche e soprattutto, dalle piccole realtà cittadine o paesane che con notevoli sforzi si impegnano nella diffusione della musica.(Francesco Bertini)

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articolo pubblicato il 29 marzo 2010